Studio Legale Rulli
03-01-2021
TRASFERIMENTO LAVORATRICE MADRE
QUANDO IMPUGNARLO
Pu˛ la lavoratrice madre di un bambino di etÓ inferiore a un anno essere trasferita in altra sede e soprattutto pu˛ essere licenziata in caso in cui si rifiuti di trasferirsi? Per rispondere a queste domande occorre partire da una premessa, ovvero quali tutele ha la lavoratrice madre nel periodo del primo anno di vita di un bambino? La legge prevede che nel primo anno di vita del bambino, la lavoratrice non possa essere licenziata, salvo in ipotesi particolari, fra di esse, quella della colpa grave imputabile alla lavoratrice costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro. In caso di trasferimento della lavoratrice madre, dunque, qualora la stessa si rifiuti di trasferirsi, pu˛ l`azienda licenziarla? La Corte di Cassazione ha dato un`interpretazione favorevole alle lavoratrici madri, facendo presente che, pur costituendo la condotta di rifiuto di trasferimento, ovvero di assenza ingiustificata dal posto di lavoro per il tempo previsto dalla contrattazione collettiva, un`ipotesi di giusta causa, nel caso della lavoratrice madre, questa condotta deve essere valutata, per la lavoratrice madre, considerando le particolari condizioni psicofisiche legate allo stato di gravidanza o maternitÓ, le quali consentono di escludere l`elemento della gravitÓ del comportamento. Purtroppo, la disciplina non Ŕ chiara in tal senso e ogni situazione deve essere valutata caso per caso dal giudice di merito. Ad ogni modo, resta salvo il diritto della lavoratrice di impugnare il trasferimento qualora lo ritenga illegittimo, ovvero qualora non sia adeguatamente giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Occorre, inoltre, considerare che, proprio a tutela delle lavoratrici madri, soccorre l`art. 56, comma 1, D.Lgs. n. 151 del 2001, il quale dispone che al termine dei periodi di divieto di lavoro...le lavoratrici hanno diritto di conservare il posto di lavoro e, salvo che espressamente vi rinuncino, di rientrare nella stessa unitÓ produttiva ove erano occupate all`inizio del periodo di gravidanza o in altra ubicata nel medesimo comune, e di permanervi fino al compimento di un anno di etÓ del bambino.... Da ci˛ si ricava che la lavoratrice madre ha diritto, al rientro dal periodo di maternitÓ obbligatorio, di rientrare nella stessa sede e nelle stesse mansioni a cui era adibita prima del periodo di maternitÓ e di permanervi fino a un anno di etÓ del bambino. Da ci˛ si ricava che in questo periodo la lavoratrice non possa essere trasferita, e che qualora il datore di lavoro violasse detto divieto, la nullitÓ di tale atto giustificherebbe la condotta della dipendente che si rifiuti di prendere servizio presso una sede di lavoro diversa da quella occupata al momento dell`inizio della gravidanza, senza che l`esercizio del potere di autotutela finalizzato alla difesa di un proprio diritto possa configurarsi quale assenza ingiustificata, con conseguente nullitÓ del provvedimento di licenziamento che ne Ŕ derivato.
Avv. Giorgia Rulli
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