Studio Legale Rulli
22-06-2020
DisabilitÓ e tutela antidiscriminatoria
Parcheggio gratuito
Sussiste una condotta discriminatoria qualora un Comune garantisca solo ai disabili muniti di patente il permesso di parcheggiare sulle strisce blu, non garantendo lo stesso diritto ai disabili pi¨ gravi che non possono guidare un`auto propria, ma che devono farsi accompagnare. Questo principio Ŕ stato sancito dalla Cassazione in una sentenza con cui ha dichiarato discriminatorio un regolamento comunale che prevedeva una disparitÓ di trattamento nei confronti delle persone con disabilitÓ pi¨ gravi e quindi non in grado di guidare, non riconoscendo il diritto di poter accedere al centro e di parcheggiare gratuitamente, se non a ove dimostrino frequenti accessi nel centro cittadino per aver bisogno di specifiche cure o per svolgere attivita` professionali, non considerando quindi che anche il disabile, al pari dei suoi simili, ha comunque la necessita` di esprimersi vivendo una vita di relazione appagante. Difatti, il diritto di accedere al centro cittadino senza dover pagare il parcheggio rappresenta un aspetto molto importante che va garantito non solo ai disabili che siano muniti di patente, ma anche a quelli che non siano in grado di guidare e che abbiano bisogno di farsi accompagnare da terze persone. La Cassazione, pertanto, ha ritenuto la condotta del Comune antidiscriminatoria nei confronti della categoria di disabili, non reputandosi meritevole di tutela l`accesso gratuito del disabile al centro cittadino per motivi di mero svago e di relazione sociale (come invece consentito ai disabili con patente ed autoveicolo). La condotta del Comune dovrÓ essere rimossa e lo stesso dovrÓ essere condannato per l`eventuale risarcimento dei danni subiti dalla persona disabile.
Avv. Giorgia Rulli
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